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Un audiogame per i non vedenti: ecco l’avventura sonora di Thork e Louise

Ecco il kolossal dei videogiochi senza video: si chiama “A Blind legend” ed è prodotto dalla francese Dowino. E’ un audiogame, un gioco tutto basato sul sonoro, senza alcuna immagine, e dunque adattissimo a ciechi e ipovedenti.

TORINO. Ha inizio tutto con il suono dei passi sulla ghiaia: a giudicare dai rumori sullo sfondo, si direbbe di trovarsi in un bosco o nel giardino di una casa. Poi, da un punto imprecisato, spunta la voce di una bambina: “Vieni avanti papà, sono qui. Ora voltati, vieni più a sinistra. Sono molto vicina”. Lei è Louise e, seguendo la sua voce, bisogna orientarsi e scovarla mentre corre avanti e indietro per questo “paesaggio sonoro”. Che è stato disegnato avvalendosi unicamente di voci e rumori d’ambiente: la definizione corretta è audiogame, perché le immagini, qui, sono del tutto assenti. Un dettaglio di scarsa importanza, dal momento che parliamo di un gioco pensato per i non vedenti: si indossano le cuffie e, anziché osservare la scena, la si ascolta; spostandosi, nel frattempo, con le frecce sulla tastiera. Hide’n’seek with Louise (in italiano: Nascondino con Louise) è un’anticipazione gratuita di A Blind legend, avventura medievale di uscita imminente, che è stata annunciata come un vero kolossal degli audiogame. A realizzarla è stata la casa di produzione francese Dowino, che da dieci anni lavora nel campo della grafica e del digitale applicati all’innovazione sociale. La notizia è raccontata sul mensile SuperAbile Inail. “Oggi – spiega il fondatore Pierre Alain Gagne – i videogame sono la forma d’intrattenimento popolare per eccellenza. Eppure i contenuti accessibili alle persone disabili sono ancora pochissimi. A noi l’idea è venuta cinque anni fa, ma all’epoca non siamo riusciti a trovare una tecnologia che ci consentisse di riprodurre il suono con la fedeltà che avevamo in mente”. Pur rappresentando un mercato di nicchia, i videogiochi “senza video” non sono una novità assoluta. Tra i primi a cimentarsi nel genere c’e` stato l’italiano Ivan Venturi, della casa di produzione TiconBlu, che negli anni Ottanta fu tra i fondatori di Simulmondo, la prima software house italiana. Nel oeaeO/AE, la Ticon ha lanciato sul mercato internazionale il primo di una serie di giochi per non vedenti: si trattava di Emerych l’inquisitore, trasposizione del famoso romanzo fantasy dello scrittore Valerio Evangelisti. Nello stesso periodo, tra Stati Uniti e Inghilterra uscivano i thriller Papa Sangre , The Nightjar e Blindside.”La scarsa diffusione degli audiogame – spiega Venturi – dipende più che altro dalla difficoltà nella distribuzione: gli utenti vengono raggiunti più lentamente, perché non esistono riviste specializzate. A livello di vendite, viaggiamo sulle centinaia di unità per gioco, contro le migliaia di quelli tradizionali”. Il rovescio della medaglia e` che la progettazione di un audiogame e` senz’altro piu` semplice: “Mancando la parte grafica, si tratta di individuare delle modalità narrative appropriate; oltre a una versione quanto più accurata del suono in 3D, che è comunque presente nella maggior parte dei giochi”. Per i francesi della Dowino, la soluzione e` arrivata con la scoperta dell’audio binaurale, una tecnica di ripresa ottimizzata per l’ascolto in cuffia “che consente – spiega Gagne – di ricreare dei veri e propri paesaggi sonori tridimensionali”. Anche in questo caso, non si tratta di una novità: la prima installazione binaurale fu realizzata alla fine dell’800 dai tecnici del teatro Garnier di Parigi, che con il loro Teatrofono permettevano agli appassionati di tutta Europa di seguire in diretta le rappresentazioni operistiche. In seguito, la tecnica e` stata utilizzata anche nelle scorribande sonore di rockstar come Lou Reed o Frank Zappa, ma Gagne e soci sono stati i primi a implementarla nel campo dei videogame. “La resa è davvero eccezionale – prosegue il fondatore di Dowino –, come avere un impianto surround 5.1 negli auricolari. Chi volesse farsene un’idea, oltre alla demo gratuita scaricabile dal nostro sito, può cercare in rete “Virtual barbershop”: si tratta della simulazione di un taglio di capelli nella bottega di un barbiere; e proprio quella registrazione ci ha ispirato a utilizzare questa tecnologia”. Secondo Gaigne, in A Blind Legend l’audio “sarà così vivido da rendere l’esperienza godibile anche per i vedenti”. Proprio la cecità, però, rappresenta uno degli elementi cardine del gioco: protagonista della storia è Edward Blake, cavaliere medievale a cui il malvagio Thork, signore dell’isola di High Castle, ha strappato gli occhi e rapito la moglie. Con l’aiuto della figlia Louise, Blake dovrà scovare Thork e i suoi soldati per ucciderli e salvare la sua consorte. “Ma non si tratta di un fantasy – conclude Gagne –. Non ci saranno draghi o mostri e gli ambienti sonori saranno assolutamente verosimili. Per il collaudo del gioco ci siamo rivolti quasi esclusivamente a persone non vedenti: volevamo un’esperienza che fosse credibile per loro; e che riuscisse dunque a sensibilizzare anche i vedenti rispetto a cosa significhi essere ciechi”. Non resta, dunque, che augurare buon divertimento agli uni e agli altri. (ams)

Press-In anno VII / n. 1812 L’Agenzia di Redattore Sociale del 04-08-2015

 

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