Blog

Quant’e’ bella la tecnologia usata bene!

Sono indubbi i vantaggi economici e le potenzialità offerte da un “seminario in rete” (“webinar”), e sapere che tale modalità può consentire a tante persone con disabilità anche gravi di rivolgersi a chiunque, parlando da casa propria di diritti e nuova cultura, fa pensare che usando bene le nuove tecnologie, tutto (o quasi) sia davvero possibile! Pensare appena una decina di anni fa all’esistenza di un webinar (neologismo frutto della fusione tra i termini web e seminar, che si pronuncia uebìnar), voleva dire parlare di pura fantascienza. Oggi, invece, partecipare a un’esperienza del genere, ovvero a un “seminario in rete”, è un fatto normale, come è capitato nei giorni scorsi anche a chi scrive, sul tema Includere le persone con disabilità nei processi di sviluppo: pratiche appropriate di empowerment, advocacy e accessibilità, nell’àmbito del Progetto Cooperare per includere. L’impegno dell’Italia su disabilità e cooperazione allo sviluppo, promosso dalla RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo). Tre i relatori, davanti al proprio computer, rispettivamente in Campania, in Calabria e nel Veneto, una coordinatrice da Roma e la responsabile della parte tecnica in collegamento da Torino. Tutti a interagire in un’“aula virtuale”, presentando ciascuno il proprio intervento in voce e video, oltreché con l’ausilio di immagini, a un’ottantina di iscritti, anche loro, naturalmente, a casa propria. È sin troppo facile comprendere tutti i vantaggi economici legati a un sistema del genere e le grandi potenzialità positive esistenti per le persone con disabilità: basti pensare – ed è solo un aspetto tra i tanti – alle difficoltà che spesso si presentano per gli spostamenti necessari a raggiungere la sede di un convegno. Certo, c’è ancora da progredire, sia in senso di accessibilità stretta – sarà necessario, ad esempio, provvedere alla sottotitolazione per le persone sorde – sia per disporre sempre di connessioni veloci e sicure. Ma quest’ultimo è un problema ben più generale e che riguarda le scelte politiche nel nostro Paese in àmbito di tecnologie. E tuttavia sapere che tante persone con disabilità anche gravi possono rivolgersi a chiunque, parlando da casa propria di diritti e nuova cultura, fa pensare che usando bene le nuove tecnologie, tutto (o quasi) sia davvero possibile!

di Stefano Borgato

Press-In anno VII / n. 2444 Superando.it del 29-10-2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Skip to content