Blog

Presentato “Il Bello Invisibile”, progetto pilota per un archivio tattile di beni culturali

Venerdì 8 ottobre, presso l’ex Convento di San Felice, e’ stato presentato “Il Bello Invisibile”, progetto patrocinato dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio delle province di Caserta e Benevento.

L’8 ottobre è stata fatta accessibilità con la A maiuscola, celebrando appieno la giornata mondiale della vista attraverso la presentazione de “Il Bello invisibile” progetto pilota in Europa che parte dal patrimonio culturale sannita.

Grazie ad esso sarà realizzato un archivio tattile dei beni culturali sanniti a completa disposizione dei non vedenti che potranno toccare i contorni strutturali e ricevere anticipatamente le informazioni dei monumenti che andranno poi a visitare.

L’ idea dell’ archivio tattile è venuta a Dario D’Auria, presidente dell’ associazione culturale Benevento Inside, grande appassionato d’arte e da sempre desideroso di condividere le bellezze artistiche con gli amici ciechi e ipovedenti. Questo desiderio lo ha portato ad ideare un metodo semplice, meno impegnativo di numerose pagine in braille di storia dell’ arte, che sfrutta comunque la percezione tattile a cui pero’ si aggiunge la sinestesia, senso superiore e normalmente usato dai ciechi per immaginare le cose e gli ambienti circostanti.

Si e’ armato di pazienza e con l’ utilizzo di una pasta particolare e di alcune foto in scala di beni culturali, ha ricalcato manualmente tutti i contorni delle strutture architettoniche e per meglio stimolare l’ immaginazione del non vedente, si e’ preoccupato di accostare a ogni monumento un elemento riconoscibile, come il contorno di una persona o di un albero.

Un’idea semplice, brillante e sopratutto economica. E funziona, considerati i sorrisi e la meraviglia sui volti dei diretti interessati nel riconoscere il campanile o la piazza antistante alla chiesa di Santa Sofia, piuttosto che le colonne o l’ altare interno. Partecipare al bello, un bello invisibile ma fruibile, per un non vedente e’ una gioia immensa, e’ integrazione e rinascita.

L’ evento e’ stato arricchito da vari interventi, come quello del direttore del Centro Operativo, dr. Parente, del moderatore e relatore scientifico del progetto, dr. Pedicino e del Soprintendente, arch. Buonomo, che ha incoraggiato il progetto riconoscendone subito l’importanza. Il presidente della Provincia, Claudio Ricci, sorpreso e compiaciuto, ha promesso di rintracciare risorse nelle voci del bilancio e trovare sponsor per il progetto.

L’ intervento dell’ archeologa Portoghesi, ha introdotto un test con due simpatici non vedenti con il damasco e il broccato per dimostrare la riconoscibilità’ dei tessuti al tatto mentre il professore Cimino, per l’ attinenza al progetto, ha proposto come prossima scheda tattile, la penultima formella della porta bronzea del Duomo di Benevento che riporta l’ evento di Tommaso che per credere aveva voluto toccare le piaghe di Cristo.

 

L’ intervento di Dario d’ Auria ha spaziato delicatamente da Monet e il dramma della cecita’ che lo ha portato a creare uno stagno con una ninfea straordinaria, alla miopia di Vasilj Kandinskij, ossessionato dal suo famoso blu, per arrivare poi a presentare le economiche e pratiche schede tattili che sono state provate ad occhi chiusi anche dai vedenti.

La presidente della Uici locale, Raffaela Masotta, ha ringraziato per questo progetto dono che verra’ presentato anche al Congresso Nazionale della Uici e ribadendo gratitudine per averlo presentato in una giornata tanto significativa per la vista, ha chiesto aiuto a tutti per la diffusione delle informazioni utili alla prevenzione , specie nelle scuole, perché non costerebbe poi tanto fare dei test agli alunni, test che potrebbero evitare il peggio. “L’ Unione Ciechi, ha asserito la Masotta, preferirebbe chiudere per mancanza di soci piuttosto che associare un bambino a cui si poteva evitare la cecità, perché ogni nome d’ infante che si aggiunge al registro e’ un dolore che alimenta e fa rivivere il dramma personale”.

A fine serata Pedicino ha chiuso l’ evento dedicando all’ Unione Ciechi un ringraziamento, ispirato alle sensazioni vissute in occasione dell’ aperitivo al buio tenutosi a settembre, chiedendo di ripetere l’ incontro a breve per la ricchezza e varieta’ di emozioni ricevute, lasciando a tutti la certezza che il bisogno di fruire delle cose belle, lo scambio culturale e di sensi sono valori che rendono la solidarietà di qualità , solida e senza barriere.

Press-In anno VII / n. 2275 IlQuaderno.it del 12-10-2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Skip to content