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Open-white, la app che aiuta i non vedenti

MILANO. Presentata il 16 ottobre a Milano Open-white, la nuova applicazione per smartphone che consentirà ai non vedenti e agli ipovedenti di orientarsi meglio nello spazio, descrivendo le caratteristiche dei luoghi in cui si trovano. Uno strumento innovativo che nasce da un’idea di I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione visiva) e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sperimentato all’Istituto Claudio Varalli di Milano con il supporto di Fondazione Cariplo e MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e sulla base di un progetto messo a punto da HQuadro. Openwhite funziona come un’audio-guida che individua, automaticamente, la posizione dell’utilizzatore e gli fornisce informazioni direzionali e di contesto. La App è stata progettata secondo precisi criteri di usability e di inclusive design e potrà essere facilmente integrata con le funzionalità di altre applicazioni scaricate sul proprio smartphone (telecamera, bussola,…etc.). Con un semplice tocco del display, Openwhite permette anche di ascoltare informazioni e comandi. Per gli ipovedenti, la lettura dei pulsanti è facilitata dall’interfaccia grafica ad elevato contrasto cromatico e leggibilità. Inoltre, la app è già predisposta per il multilingua, in modo da essere utilizzabile da chiunque nel mondo.

L’obiettivo del progetto è la sua diffusione in modalità Open, cioè con codice sorgente aperto a tutti coloro che vorranno contribuire al suo sviluppo. Creare una comunità Open Source consentirà una duplice evoluzione. Da un lato, favorirà il coinvolgimento di persone non specializzate, che potranno sfruttare la semplicità nel disegno dei percorsi, per alimentare, a costi molto contenuti, una vera e propria “rete” di guide multimediali accessibili a chiunque. In questo senso, l’obiettivo ultimo è consentire, ad ogni comunità e ad ogni famiglia, di poter disegnare in autonomia i percorsi di proprio interesse. Dal punto di vista strettamente tecnico, invece, la creazione di una community open permetterà una più una rapida evoluzione del software, ed una maggiore personalizzazione da parte di programmatori, enti, comunità e privati. Finora, la sperimentazione ha coinvolto la scuola e le giovani generazioni, che rappresentano senz’altro il miglior punto di partenza per i futuri sviluppi di questa tecnologia.

Maggiori info su www.openwhite.it

Press-In anno VII / n. 2327 Agenzia Noodls del 16-10-2015

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