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“Mio figlio autistico cacciato dal bus” E Cap mette sotto indagine l’autista

PRATO. «Mio figlio, un ragazzo autistico di 17 anni, è stato fatto scendere dall’autobus da
un’autista oltre modo esagitato, quasi violento, urlante e imprecante». Il messaggio contenuto
nella lettera che ieri mattina C.N. ha inviato alla direzione di Cap è tanto forte quanto grave.
Stando al racconto dell’uomo, martedì scorso, alle 16, il ragazzo si trovava a bordo di un
autobus della linea Lam Azzurra Tavola­Seano, mezzo sul quale era salito alla fermata di via
Pomeria. L’autista avrebbe fatto scendere il giovane in via Quirico Baldinucci. Una questione
che ha suscitato la reazione anche dell’associazione Orizzonte Autismo. «Questo gravissimo
episodio di discriminazione ­ hanno scritto su Fb ­ mostra ancora una volta l’ignoranza e il
pregiudizio che circonda la disabilita ed in particolare quella invisibile come l’autismo. Si dà
per scontato che chi ha una disabilità intellettiva non possa nemmeno provare a compiere
piccoli gesti di autonomia. Il ragazzo sta seguendo un percorso di autonomia guidato e la
mamma lo segue da lontano. Un minimo di sensibilità sarebbe stata dovuta. Come associazione
invitiamo l’azienda a sensibilizzare i propri dipendenti e siamo pronti, perché no, a fare un po’
di formazione agli autisti dei mezzi pubblici». DA QUELLO che ha potuto capire la donna,
l’autista avrebbe avuto un colloquio con il giovane. «Forse ­ aggiunge il padre ­ stando in piedi
mio figlio impediva la visuale dallo specchio retrovisore, e poiché il ragazzo non capiva quanto
gli veniva rivolto, l’autista si è innervosito e l’ha fatto scendere. Nostro figlio, anche se dotato di
capacità verbale, non ha saputo raccontare ciò che è successo. Per lui è impossibile sostenere
dialoghi complessi. La disabilità non è esclusivamente fisica». Riferendosi all’atteggiamento
dell’autista il padre chiude così: «Quello che più sconcerta è il fatto che egli non si sia reso
conto dell’interlocutore che aveva di fronte. Suggeriamo all’azienda di organizzare per questo
suo dipendente visite guidate al reparto di neuropsichiatria infantile di Careggi, e al Centro
Riabilitativo Opera Santa Rita di Prato, con l’auspicio che così possa imparare a riconoscere chi
sono le persone diversamente abili mentali». Sul tavolo di Cap la questione è stata subito presa
in considerazione. L’azienda ha individuato l’autista e l’ha richiamato avviando un’indagine
interna per capire l’accaduto. Cap, verificati i fatti, procederà con una sanzione disciplinare,
senza escludere una sospensione. «Anche se si fosse trattato di un malinteso o di una triste
incomprensione ­ spiega Cap ­ porgiamo le nostre più sentite scuse al ragazzo e ai suoi genitori.
Siamo molto vicini a problematiche di questo tipo a livello di azienda e di cooperativa sul
territorio, contribuiamo ogni anno ad aiutare associazioni ed organizzazioni che si occupano di
disabilità, quindi questa è una tematica che ci vede molto sensibili, ci dispiace molto che
proprio sul bus possano verificarsi episodi di intolleranza». L’autista, sentito dall’azienda,
avrebbe dichiarato di non aver fatto scendere nessuno dall’autobus. La storia resta ancora tutta
da chiarire.
di Paolo Biagioni

La Nazione del 07­07­2016

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