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Lingua dei segni, la Lombardia approva la legge

Il Consiglio regionale brucia i tempi: 6 articoli per “promuovere l’inclusione e l’integrazione sociale delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva” mediante “l’abbattimento delle barriere alla comunicazione” e, soprattutto, “il riconoscimento della Lis”.

MILANO. Mentre in Parlamento giacciono almeno due disegni di legge, il Consiglio Regionale della Lombardia brucia i tempi e approva, all’unanimità, una legge per il riconoscimento della Lingua dei segni (Lis). Sei articoli per “promuovere l’inclusione e l’integrazione sociale delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva” mediante “l’abbattimento delle barriere alla comunicazione” e, soprattutto, “il riconoscimento della Lis”. Secondo Federico Lena, consigliere regionale della Lega Nord e relatore del progetto di legge, ora la Lis e la Lis tattile hanno “piena cittadinanza anche come sistema di comunicazione istituzionale”. Il principio su cui si basa la nuova legge è la libertà di scelta per i sordi su quale strumento di comunicazione usare: la lingua dei segni oppure altri strumenti tecnologici. E per garantire questa libertà di scelta, la Regione si impegna a promuovere iniziative e progetti che coinvolgano gli enti pubblici (in particolare le Ats e le scuole) affinché ospedali, scuole o ogni altro ufficio dell’amministrazione locale siano in grado di dialogare con chi è sordo. Per ora ha messo a bilancio 200mila euro: 50mila per il 2016 e gli altri per il 2017. Sarà compito della Giunta definire un piano triennale per l’attuazione della legge “coinvolgendo le associazioni maggiormente rappresentative” a livello regionale.

“Particolare attenzione è stata posta alla piena realizzazione del percorso scolastico e formativo nonché al perseguimento delle successive scelte di istruzione ­aggiunge Federico Lena­, promuovendo l’insegnamento della Lis e della Lis tattile nelle scuole primarie e secondarie”. “Inoltre – conclude Federico Lena – viene promosso l’accesso ai servizi sanitari, in particolare dei servizi di Pronto Soccorso, e sociosanitari, attraverso l’utilizzo dei canali comunicativi linguistici e tecnologici atti a favorire l’accesso alla comunicazione e alle informazioni”. (dp)

Redattore Sociale del 29.­07.­2016

 

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