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La poesia che supera il silenzio

SIENA. «Piena di te è la curva del silenzio». Si passa di poeta in poeta, partendo da Neruda e il suo grande oceano. E poi arriviamo a lui, Giuseppe Giuranna. Un uomo che il silenzio non l’ha messo in versi. Ma che nonostante questo è riuscito a trasformarlo in poesia regalandogli corpo, spazio, movimento. Sì, Giuseppe è sordo. Ed è un grande artista. Di lui finora si è immeritatamente parlato e scritto poco. Ma se lo si cerca on­line, ad esempio su YouTube, ecco che si apre il sipario. Sul palcoscenico virtuale Giuseppe crea, recita, comunica. Dà forma e anima alle parole. E parla a tutti, nessuno escluso. Prima ancora di essere accessibile, la sua è un’arte inclusiva. Poi non c’è da meravigliarsi se ogni video è privo d’audio. Non affannatevi a digitare sul vostro computer il tasto f12 per aumentare il volume, perché la poesia di Giuseppe Giuranna non passa dalle parole dette ma dalla tridimensionalità di quelle mimate e immaginate. «Le persone sorde hanno già una sensibilità visiva. Osservano e imparano tutto con gli occhi» spiega Giuseppe. «La differenza la fa la consapevolezza linguistica e la conoscenza delle regole necessarie per creare un composizione segnata». Una nuova codifica del linguaggio che diventa universale e che prende il nome di “visual vernacular”. Una definizione che trova la sua origine proprio in una particolare tecnica poetica in lingua dei segni (lis) e che è stata coniata dall’artista americano Bernard Bragg. E’ così che Giuseppe compone: utilizza questa sorta di vernacolo visivo che riempie lo spazio e si trasforma in arte. Lui, siciliano d’origine e berlinese d’adozione, ha studiato recitazione all’Ente nazionale sordi di Palermo e già da bambino componeva e metteva in scena le sue poesie. Un talento condiviso con la sorella Rosaria, con cui tra l’altro ha scritto anche un libro (Sette poesie in lingua dei segni italiana, edizioni Del Cerro). Se desiderate incontrarli, sappiate che i fratelli Giuranna saranno entrambi a Siena il prossimo 21 maggio. Parteciperanno con un workshop e saranno i protagonisti di una performance pubblica (ingresso libero) all’interno dell’ambiziosa rassegna “9 Segni d’Arte”. Un cartellone di appuntamenti culturali e artistici declinati sul concetto di accessibilità. Ideato e promosso dalla Mason Perkins Deafness Fund onlus ­ in collaborazione con Oppi, CounseLis e Museo Tattile Statale Omero – il programma di sviluppa appunto in nove incontri. Cinque le città coinvolte: oltre a Siena ci sono Colle di Val d’Elsa, Milano, Ancona e Napoli. Un percorso che si concluderà il 10 giugno alla Biennale d’architettura di Venezia. A guidare il gruppo nella visita guidata e nel laboratorio tattile sarà l’architetto Consuelo Agnesi, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di accessibilità legati (non solo) alla disabilità e che ha scritto libri come “Donne sorde, nove storie di emarginazione e di riscatto” e “Barriere. Per tutti, comunque, l’appuntamento resta quello del 21 maggio a Siena (MPDFonlus, via Tommaso Pendola 37, ore 18) con la performance in visual vernacular di Giuseppe Giuranna. Perché l’arte, se espressa, è per tutti. Ed è perfino capace di superare silenzi, barriere, pregiudizi. Del resto la poesia è un modo nuovo di pensare. Anzi, è un modo d’essere.

Il Corriere della Sera del 12­05­2016

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