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Il triciclo , idea made in Italy Così la carrozzina diventa elettrica

Un’idea semplice, made in Italy, che ha però cambiato la vita di chi vive su una sedia a rotelle a spinta manuale. Circa 10 anni fa Gianni Conte, un imprenditore marchigiano con disabilità, ha pensato di applicare alla tradizionale sedia a rotelle una mono ruota dotata di un motore elettrico. Studi, progetti, brevetti e ha visto la luce il primo Triride, così si chiama sia l’azienda che il prodotto marchigiano. Un successo capita sempre più spesso di imbattersi in questi «tricicli» che ha creato un mercato in cui si sono gettati altri competitor. Il concept è lo stesso: una ruota anteriore che trasforma la carrozzina in una specie di triciclo. Cambiano pesi, misure (soprattutto del diametro della ruota anteriore). Il blog del Corriere della Sera che si occupa di disabilità, inVisibili ( invisibili.corriere.it ) ne ha messi a confronto tre: il precursore Triride che dispone di numerose varianti dal più leggero al più potente , il Batec della spagnola Batec mobility e il Myskate della tedesca Rehability (commercializzato dalla Ottobok). Nessun voto, solo impressioni d’uso. I vantaggi più evidenti: niente più mani sporche (durante la spinta della carrozzina, le mani toccano le ruote che sono a contatto con l’asfalto), niente più spalle doloranti per il movimento della spinta e la possibilità di guardarsi intorno invece di guardare l’asfalto per evitare buchi o sporcizia. I sistemi di ancoraggio alla sedia a rotelle fanno in modo che le due ruote anteriori, di piccole dimensioni, si sollevino da terra. Questo leggero «impennamento» consente di non impuntarsi contro piccoli gradini, avvallamenti e muoversi più agevolmente anche sulla ghiaia. La percorrenza (a seconda del tipo di utilizzo) varia da una quindicina di km del più leggero My Skate alla quasi quarantina del Triride con batteria più potente. Alcuni difetti ci sono. Il peso (dagli 8 kg del My Skate ai 15 abbondanti del Batec) non sempre consente di caricare questi ausili sulla propria auto in autonomia. Le misure: lo spazio occupato dalla sedia a rotelle aumenta anche di una settantina di cm. Il Batec è dotato di una ruota da 24 pollici che se da un lato garantisce una migliore stabilità è uno dei pochi ad essere adatto anche alle persone con tetraplegie dall’altro l’ingombro è di quasi un metro. Il Triride invece allunga di 35­40 cm e il My Skate di una ventina. In alcune situazioni, salendo su ascensori e piattaforme montascale, è necessario smontare l’ausilio. Ultimo difetto è quello che i tecnici della Formula 1 definiscono grip, ovvero la capacità della ruota di aggrapparsi all’asfalto. La maggior parte del peso di questo triciclo è sulle ruote posteriori e la ruota elettrica anteriore tende a slittare. Capita soprattutto su forti salite o quando la superficie è scivolosa o sul ghiaietto profondo. Più il device di traino è leggero e ha la ruota con diametro minore, maggiore è l’effetto. Il My Skate è il primo a perdere aderenza, il Triride con ruota da 12 pollici è il secondo e il Batec il terzo. Quale scegliere? Chi preferisce un oggetto leggero e cittadino sceglie il My Skate, chi vuole un buon compromesso per tutti i terreni e le situazioni preferirà il Triride. Se invece serve maggior stabilità, il Batec. I prezzi vanno dai 2.600 euro ai 5.500, in parte o interamente finanziati dal sistema sanitario nazionale.

di Simone Fanti

Il Corriere della Sera del 09­09­2016

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