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I diritti di ciechi e ipovedenti

La disabilità non è un lusso e siamo pronti a fare cambio! Troppe volte ci capita di leggere o sentire ai telegiornali notizie del tipo: «Si finge cieco e incassa 130.000 euro». «Per la commissione è cieco, ma al volante ci vede benissimo»! «Per l’Inps è ipovedente, ma gli alberi li potava tranquillamente». «Beccato cieco falso: messaggiava tranquillamente in autobus».Ma allora i ciechi che cucinano, stirano, lavano, nuotano, piantano patate, fanno atletica, cantano, scrivono, leggono, usano i computers, sono tutti falsi invalidi?È evidente che con questi presupposti, però, non si spiega all’opinione pubblica che per assegnare una pensione o un’indennità di accompagnamento esistono le leggi, le tabelle di riferimento, le commissioni e che le stesse fanno riferimento per la certificazione dei ciechi e degli ipovedenti ai requisiti definiti nella legge 138, relativamente all’assegnazione dei benefici economici concessi.La definizione di falso invalido non può pertanto scadere in un banale articolo di cronaca.Normalmente i non vedenti lavorano e hanno un reddito dignitoso, come tanti, oppure sono in pensione, ma non sono ricchi falsi speculatori dell’Inps.Se c’è chi ha ricevuto dal 2005 al 2014 130.000 euro ai fini di una cecità, significa che qualcuno lo ha certificato e nelle commissioni di prima istanza di solito ci sono più persone testimoni a verbalizzare lo stato invalidante del richiedente.Come al solito si tende a colpevolizzare il disabile in quanto disonesto, senza mai mettere in discussione l’efficacia della legge 138 che sarebbe auspicabile conoscessero meglio tutti, così da comprendere quali parametri regolano il meccanismo di definizione di cieco totale, parziale, ipovedente lieve, medio, grave ecc. Facciamo notare che, oltre a pagare le tasse come tutti, i ciechi pagano anche il costo dei servizi carenti o resi inaccessibili, che invece dovrebbero essere garantiti dalle Province, dalle Regioni o dallo Stato.Che i non vedenti possano muoversi in autonomia da un luogo all’altro tra mille difficoltà, o che possano andare a lavorare e a fare la spesa anche senza bastone o cane guida, è in molti casi un dato di fatto non scontato, mentre ancora oggi purtroppo ci sono personalità di cultura e di rilievo che non conoscono la differenza tra cieco ed ipovedente, ed in poche parole o ci vedi poco o sei cieco, mentre esistono numerosissime sfumature che possono determinarne il grado di difficoltà e di gravità dei soggetti affetti da patologie oculari.Potremmo riassumere sinteticamente che il cieco non vede, mentre l’ipovedente vede poco e talvolta male, ma questo non pregiudica la deambulazione e la mobilità né nel primo né nel secondo caso, a meno che non vi siano ulteriori patologie invalidanti ad aggravarne il quadro clinico. Concludendo, i ciechi non sono statue da spostare e gli ipovedenti non sono necessariamente falsi invalidi.I disonesti esistono purtroppo in tutte le categorie di persone, ma l’accostamento del disabile al falso invalido è un sospetto che deve valere su basi legali e scentifiche e non su opinioni personali tanto per fare la notizia.

Giovanni Vangi, Vice Presidente Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Verona.

L’Arena del 24­04­2016

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