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Diversita’ che si incontrano. L’autismo parla attraverso l’arte

BERGAMO. La mostra I lavori realizzati nel corso degli anni dall’Atelier Cse dal 21 aprile in esposizione nell’ex chiesa della Maddalena in città. Tra i progetti anche case per la residenzialità leggera Può l’arte aiutare a raccontare le storie, i vissuti e le emozioni? Può far parlare chi fatica ad esprimersi attraverso parole e testi? La risposta a queste domande è racchiusa nelle opere che fanno parte della mostra «Collegamenti. Diversità che si incontrano» curata da Lianne Schreuder, arteterapeuta che da anni lavora con persone che soffrono di autismo. La mostra espone alcuni dei numerosi lavori realizzati nel corso degli anni dall’Atelier Cse (Centro socio educativo) per l’autismo dell’Associazione Spazio Autismo e dal Gruppo Arteterapia Cha psichiatria di Bonate Sotto (in collaborazione con la Cooperativa Serena), insieme a quelle di Stefano Caglioni e Laura Fieschi.

Il ruolo dell’arteterapia.
«Il laboratorio di arteterapia durante il quale sono state realizzate le opere esposte è uno dei progetti attivato quando ancora il Cse non esisteva ma venivano realizzate attività sostenute dall’associazione con il contributo degli enti e delle amministrazioni – spiega Tino Manzoni, presidente di Spazio Autismo -. L’arteterapia, così come gli altri progetti, ci ha sempre permesso di riuscire a valorizzare le capacità dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico. L’arte permette, in particolare di rendere visibile quello che ciascuno di loro vive, sente ed è in grado di produrre».Guidati dall’arteterapeuta Lianne Schreuder i ragazzi hanno potuto creare nel corso degli anni dei veri e propri capolavori, di cui ciascuno di loro è artefice primario. «La mostra raccoglie i lavori realizzati nel corso degli anni, perché dietro a ciascuno di questi quadri c’è un lungo lavoro che richiede tempo e dedizione – prosegue Manzoni -. È una forma d’arte che sviscera quello che c’è dentro l’anima di ciascuno. L’aspetto straordinario di queste opere è che ognuno le può leggere a modo suo, trovando contenuti differenti e provando emozioni diverse a seconda della propria sensibilità». Un percorso che è nato molto tempo fa: i primi tentativi di costruire interventi strutturati rivolti alle forme di autismo risalgono al 1994-95, grazie ad un lavoro attivato dall’allora Provveditorato agli studi per dare una risposta alle famiglie «quando ancora parlare di autismo era una cosa un po’ aleatoria». Da questo lavoro nel 2000 è nata l’associazione Spazio Autismo, fondata da genitori, operatori e volontari impegnati su questo fronte, che ha poi portato alla costituzione del Cse per l’autismo di Bergamo e alla valorizzazione del Centro di San Colombano, dove si svolgono tutte le attività per i bambini e i ragazzi fino ai 18 anni. «Il Cse per l’autismo di Bergamo è stato il primo Cse per l’autismo in Italia, punto di arrivo straordinario per la nostra associazione ma allo stesso tempo punto di partenza per pensare interventi che diano risposte concrete alle famiglie, soprattutto pensando all’età adulta e a quando i genitori non ci saranno più. Questa è la grande sfida dei nostri giorni, ed è un vero salto nel buio», racconta Manzoni: «Lavorando in questa direzione, oggi siamo impegnati nella costruzione di una casa in città per l’autismo nell’ambito di Città Leggera e dei progetti realizzati con Senzacca, e dovrebbe essere pronto nel giro di qualche mese un appartamento in via San Tommaso a Bergamo, che ospiterà un progetto di residenzialità leggera per persone autistiche».

Il programma.
La mostra «Collegamenti» sarà esposta nell’ex chiesa della Maddalena in via Sant’Alessandro 39/D a Bergamo, e sarà inaugurata venerdì 21 aprile alle 17 alla presenza dell’assessore Maria Carla Marchesi del Comune di Bergamo, della dott.ssa Messina e di Lianne Schreuder. Resterà poi aperta nei giorni 22, 23, 25, 28, 29, 30 aprile e 1 maggio dalle 10,30 alle 19. Nei due sabati di esposizione verranno realizzati momenti di approfondimento: sabato 22 alle 14,30 si parlerà di «Collegamenti tra società e autismo» con Lianne Schreuder, dell’arte di Stefano Caglioni con la dott.ssa Eleonora Canali e di quella di Carlo Zinelli con la dott.ssa Michela Brivio; sabato 29 interverranno la dott.ssa Alessia Frigerio sull’evoluzione artistica di Louis Wain e la dott.ssa Annalisa Bonalti sull’arte di Tarcisio Merati. Tutte le iniziative sono promosse da Spazio Autismo, CasAutismo, Coop. Serena e con il patrocinio del Comune di Bergamo. Per maggiori informazioni visitare il sito www.spazioautismobergamo.org.

 

L’Eco di Bergamo del 19-04-2017

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