Che cosa sono i DSA e gli ADHD?

CHE COSA SONO I DSA?

DSA sta per Disturbi (alterazioni di una particolare funzione) Specifici (riguarda specifiche abilità e non l’intelligenza di una persona) di Apprendimento (coinvolge abilità di apprendimento scolastico come la scrittura, la lettura, il calcolo).
Questi disturbi rientrano tra i Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche e si differenziano in:

  • Dislessia: interessa l’abilità di lettura;
  • Disortografia e Disgrafia: colpiscono l’abilità di scrittura;
  • Discalculia: disturbo delle abilità di cognizione numerica e di calcolo.

A volte si presentano in associazione, ma non determinano una minore intelligenza del soggetto.
La diagnosi, ma anche la loro certificazione, avviene ai sensi della legge 170 del 2010. Tale diagnosi può essere effettuata solo da professionisti del settore sanitario (psicologi, medici) e non da logopedisti o pedagogisti. Un bambino può essere sottoposto a certificazione in determinati momenti del processo evolutivo, per la dislessia / disortografia / disgrafia non prima del termine della II elementare, mentre per discalculia non prima del termine della III elementare. Entro gli 8 anni, infatti, termina il processo di apprendimento delle abilità di base della lettura, scrittura e calcolo. Non avrebbe senso parlare prima di disturbi di apprendimento, in quanto eventuali difficoltà del bambino rientrerebbero nel suo normale processo evolutivo.
Gli alunni DSA hanno diritto al PDP – Piano didattico personalizzato. Questo strumento è diverso dal PEI, in quanto la programmazione curriculare non è differenziata dagli altri studenti, perciò gli obiettivi di apprendimento da raggiungere sono gli stessi dei compagni. Solo la didattica è individualizzata e personalizzata, indicando metodologie e di conseguenza materiali e tempi diversificati per il pieno raggiungimento di tali obiettivi. In tale ottica è necessario fornire al bambino strumenti compensativi, cioè strumenti che gli permettano di compensare le difficoltà di esecuzione di compiti automatici, mettendo il soggetto in condizione di operare più agevolmente; e misure dispensative, una serie di misure che coinvolgono l’intero processo di valutazione (sono dispense che riguardano i tempi di realizzazione e i tipi di prestazione richiesta).

Dislessia
Si manifesta con difficoltà a leggere in modo accurato e fluente (velocità e correttezza). Colpisce l’abilità di decodifica del testo (riconoscere segni grafici e riprodurli in una sequenza di suoni o in una immagine mentale) che si ripercuote quasi sempre sulla comprensione.
Per la diagnosi si valutano due parametri: correttezza e rapidità in prove di lettura di parole, non parole (fondamentale per i dislessici adulti e/o compensati) e di brani (di cui il parametro comprensione stabilisce il grado di interferenza nella vita quotidiana).

Come si osserva a scuola?

  • lettura scorretta – molti errori: es. confonde le lettere che appaiono simili graficamente (es. m – n, b-d-q-p, a-e) o che suonano simili (es. t – d; f – v)
  • lettura lenta (a volte sillabata) oppure errori di anticipazione
  • difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema–grafema (inversioni, omissioni, ecc.)
  • ha difficoltà nella memorizzazione delle definizioni e dei termini specifici
  • salta le parole e/o le righe e si stanca facilmente
  • ha difficoltà di comprensione del testo scritto
  • ha più difficoltà con le parole nuove e con le parole straniere

Disortografia e Disgrafia
La Disortografia è la difficoltà a scrivere correttamente, riguarda la componente costruttiva della scrittura.
Per la diagnosi si valuta il parametro della correttezza con analisi qualitativa degli errori. Questa può essere eseguita attraverso dettati o composizione di frasi e/o brevi brani, ma non di parole singole, in cui l’errore potrebbe risultare nascosto.

Come si osserva a scuola?

  • Lettere / sillabe o parti di parole aggiunte /sostituite o omesse (es. prta per porta)
  • Inversioni di suoni visivamente simili per forma (m-n; b-d) o suono (p-v, v-f)
  • Fusioni o separazioni illecite (es. lape per l’ape)
  • Errori ortografici
  • Errori fonologici (doppie/accenti, ecc.)

La Disgrafia riguarda la componente motoria della scrittura, ovvero la sua realizzazione grafica (difficoltà a scrivere in modo fluente / rapido e chiaro) e si manifesta con difficoltà in merito alle regole ortografiche.

Come si osserva a scuola?

  • Parole disomogenee (lettere più grandi e più piccole nella stessa parola)
  • Parole non allineate con le righe, talvolta fluttuanti
  • Parole illeggibili
  • Tendenza a premere troppo sul foglio o, al contrario, a tracciare le lettere troppo leggere, quasi invisibili
  • Estrema lentezza e fatica nello scrivere (gesto poco fluido)
  • Parole troppo distanti tra loro alternate ad altre attaccate
  • Parole scritte in senso opposto a quello normale della lingua italiana
  • Difficile gestione dello spazio nel foglio e frequenti cancellature
  • Confusione tra i fonemi
  • Difficoltà nel riconoscere destra /sinistra
  • Difficoltà nel memorizzare sequenze (es. giorni settimana, mesi, alfabeto)
  • Difficoltà nel leggere l’orologio analogico
  • Difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio e / o a pianificare / organizzare le attività e i compiti nelle varie materie
  • Carenze nella memoria a breve termine / nel memorizzare termini specifici e date
  • Difficoltà a mantenere tempi di attenzione adeguati
  • Impaccio motorio (allacciarsi scarpe / bottoni / disegno tecnico – geometrico)

Discalculia
Riguarda le difficoltà nell’abilità di calcolo, nella conoscenza numerica di base (es. quantificazione, comparazione, calcolo a mente, ecc.) e/o nelle procedure esecutive (lettura, scrittura e incolonnamento).
Per la diagnosi si valutano due parametri: accuratezza e rapidità, con l’analisi qualitativa degli errori. Si può manifestare nelle attività di processamento numerico (scrittura e la lettura di numeri, confronto e ordinamento numerico), nel recupero dei fatti aritmetici (l’abilità di svolgere semplici calcoli in automatico), nelle conoscenze procedurali (l’applicazione degli algoritmi nelle operazioni).

Come si osserva a scuola?

  • Difficoltà nell’associare ad una certa quantità il numero corrispondente
  • Difficoltà nell’imparare il significato dei segni
  • Difficoltà ad analizzare e riconoscere i dati che permettono la soluzione di un problema
  • Difficoltà nell’apprendere le regole dei calcoli
  • Difficoltà nell’apprendere semplici operazioni
  • Difficoltà di organizzazione spazio-temporale e visuo-spaziale
  • Difficoltà di coordinazione motoria, soprattutto fine
  • Difficoltà di svolgimento di compiti in sequenza
  • Identificare i numeri e nello scriverli (oltre a confondere i simboli matematici)
  • Riconoscere le unità che compongono un numero
  • Identificare i rapporti fra le cifre all’interno di un numero
  • Saper scrivere numeri sotto dettatura
  • Numerare in senso progressivo
  • Svolgimento delle operazioni matematiche
  • Cogliere nessi e relazioni matematiche
  • Posizionare lo zero

CHE COS’E’ L’ADHD?

Il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, ADHD)è un disturbo dell’ autoregolazione cognitiva e comportamentale con esordio in età evolutiva (prima dei 12 anni), caratterizzato da disattenzione e/o iperattività e impulsività, ma diagnosticabile anche in adolescenza e in età adulta; devono essere presenti sei o più sintomi di Inattenzione o di Iperattività/Impulsività (cinque sintomi adolescenti/adulti), per almeno sei mesi, in almeno due contesti (casa, scuola, gioco ecc…), con una compromissione significativa del funzionamento globale (scolastico, sociale, occupazionale, ecc…).
Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività è uno dei disturbi del neurosviluppo che colpisce il 3-5% dei bambini in età scolare dotati di un QI normale o superiore alla media, con un rapporto di 3 maschi per 1 femmina.

I sintomi dell’ ADHD sono:
Disattenzione: non presta molta attenzione ai dettagli, commette errori di distrazione, non riesce a mantenere l’ attenzione sui compiti o le attività, sembra che non ascolti bene, non segue le consegne, non porta a termine il lavoro, non sa organizzare bene le attività, evita o non fa volentieri ciò che richiederebbe un impegno protratto, perde il materiale che gli serve per svolgere compiti o attività, si distrae facilmente e si dimentica le cose;
Iperattività-impulsività: muove con irrequietezza le mani o i piedi o si lamenta o si dimena sulla sedia, si alza quando dovrebbe restare seduto, va in giro o si arrampica quando non dovrebbe farlo, è incapace di giocare tranquillamente, spesso sembra che sia “sempre in movimento” o che “abbia un motore nel corpo”, parla troppo, “spara” le risposte avventatamente, non sa aspettare e interrompe o si intromette nelle attività altrui. (Barkley, 2018).

Vediamo la potenziale relazione tra le Funzione Esecutive e autoregolazione. Esse condividono una definizione simile, ma non identica, entrambe implicano azioni rivolte a un obiettivo o orientate verso il futuro, implicano il problem-solving come parte di queste azioni rivolte a un obiettivo. Inoltre, quando osserviamo la lista dei processi mentali solitamente elencati come parte della nozione di FE, questa include: inibizione, la resistenza alle distrazioni, auto-consapevolezza, memoria operativa, autocontrollo emotivo e auto-motivazione.
Queste sono abilità esclusivamente mentali che sono già state identificate come fondamentali nell’autoregolazione. Infatti, ogni funzione esecutiva può essere considerata una forma o un tipo speciale di autoregolazione. In breve, una FE è un tipo specifico di azioni che rivolgiamo a noi stessi ai fini dell’autoregolazione.
L’ADHD porta ad un tasso alto di abbandono scolastico e lavorativo rispetto alla norma; altre conseguenze di questo disturbo possono essere disturbi ansioso-depressivi, disturbi oppositivo-provocatori, disturbi della condotta, disturbi del sonno e del ritmo circadiano, divorzi più frequenti, maggior rischio di incidenti stradali e dipendenze patologiche. In molti casi le conseguenze sono causate direttamente dalla neurobiologia del disturbo, in particolare negli squilibri sonno-veglia (ritmo circadiano) e nelle dipendenze.

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