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“Crazy for football”, nel 2018 i mondiali di calcio per persone con disagio mentale

ROMA. Sono stati ufficializzati oggi a Roma, nell’ambito di un convegno organizzato presso l’Istituto superiore di sanita’, i Mondiali di calcio a 5 per persone con disagio mentale che si terranno in Italia nel 2018 con il patrocinio del Coni, della Federcalcio e del ministero della Salute. Nel corso dell’evento, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale Asl Rm 2 e dal Centro di ricerca universitario HE.R.A dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, medici psichiatri e allenatori tecnici che seguono i ragazzi della Nazionale si sono confrontati sull’importanza e la valenza terapeutica del gioco del calcio nell’ambito della riabilitazione psichica e della lotta ai pregiudizi che sussistono intorno ai pazienti affetti da questo tipo di patologie. Testimonial del progetto e’ l’attore e regista Carlo Verdone. “Per la salute mentale lo sport e’ tutto­ ha detto Verdone all’Agenzia Dire­ non e’ infatti soltanto una questione di distrazione, liberta’, leggerezza e condivisione, ma anche una grande medicina di ossigeno per il cervello”. Verdone ha poi raccontato di avere pronto “un soggetto per un film sulla salute mentale­ ha proseguito­ che prima o poi vorro’ mettere a punto e realizzare perche’ mi sembra molto interessante. La paura, pero’, e’ sempre che il grande film ‘Qualcuno volo’ sul nido del cuculo’ di Miloš Forman aleggi sopra e quindi il timore e’ quello di realizzare un prodotto molto molto inferiore. Prima o poi, pero’, voglio affrontare questo tema perche’ oggi fa parte oggi della societa’ ed e’ giusto che il pubblico si approcci anche con una commedia, perche’ no, a tematiche di questo tipo”. Anche l’attrice Ambra Angiolini ha voluto dare il suo sostegno a questo progetto, testimoniando come “queste occasioni che vedono coinvolte la societa’ civile e i personaggi pubblici possono dare voce a realta’ spesso guardate con enorme diffidenza ed essere una spinta a superare i pregiudizi e le etichette. Anche il teatro e’ un luogo in cui le persone con queste difficolta’ hanno modo di esprimersi liberamente, portando se stessi sul palco e creando momenti di profonda intimita’ e bellezza”. Ambra ha poi detto all’Agenzia Dire che lo sport e’ “una cura e aiuta a tener duro. Io ne pratico tantissimo, fin da piccolissima: basket, calcio, nuoto e ora in particolare l’arrampicata”. Secondo l’attrice lo sport e’ “terapeutico, rallenta la demenza senile e l’Alzheimer, ma va fatto in maniera sana e senza eccessi”. A condurre il dibattito e’ stato il dottor Emanuele Caroppo, dirigente Psichiatra dell’Uoc Spdc presso l’ospedale Pertini di Roma e segretario Scientifico del seminario, che ha spiegato: “L’esperienza delle due edizioni 2015 e 2016 del progetto ‘Rete!’, realizzato da Figc in collaborazione con l’Universita’ Cattolica e Sprar a favore della salute psico­fisica dei minori stranieri non accompagnati, insegna che attivando sinergie virtuose non soltanto si abbattono i costi di interventi attivi e di ricerca ma, quasi a costo zero, si migliora in modo importante la qualita’ della vita delle persone aumentandone la felicita’ e riducendone la vulnerabilita’. E’ auspicabile, quindi, una collaborazione sempre maggiore tra mondo dello sport, della ricerca, dei servizi di salute mentale, delle istituzioni e della societa’ civile, perche’ questa e’ la strada maestra per affrontare il disagio psichico e combattere i pericolosi e sempre presenti pregiudizi. Raggiungiamo tutti insieme il gol dei Mondiali 2018″. Raggiungiamo tutti insieme il gol dei Mondiali 2018”. Il calcio come sport d’inclusione, ha spiegato ancora durante l’incontro il professor Luigi Janiri, direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma, porta con se’ un mondo “di regole, obiettivi comuni, ruoli da rispettare, responsabilita’ e condivisione che abbassano le resistenze dei soggetti che soffrono di disagi psichici e liberano un’emotivita’ nuova e imprevedibile, rimettendo in discussione i rigidi assetti attraverso cui leggono la realta’ e li rende piu’ felici. I ragazzi coinvolti nel progetto della Nazionale e tutti i pazienti a cui e’ stato proposto di praticare questo sport, infatti, hanno riportato una significativa riduzione dei ricoveri e dell’uso di farmaci”. In conclusione Ruggero, uno dei ragazzi della Nazionale, ha letto i ringraziamenti e l’augurio del presidente del Coni, Giovanni Malago’, per lo straordinario traguardo e l’esempio di volonta’ della squadra italiana che ha partecipato ai Campionati del mondo di Osaka: “Avete dimostrato che niente e’ impossibile­ si e’ letto nel messaggio inviato da Malago’­ per chi crede nella bellezza delle proprie ambizioni. Siete i campioni di una Nazionale che conferma come lo sport sia inclusione e aggregazione. ‘Crazy for football’ rappresenta gli ideali che promuoviamo ogni giorno attraverso lo sport. Facciamolo diventare uno slogan senza tempo­ ha concluso­ perche’ stupirete il mondo”. (DIRE)

Redattore Sociale del 08­06­2016

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