Convegno su “Autismo oggi e domani”.

Bologna, Teatro Duse, 18 aprile 2015

Strategie educative che valgono per tutte le età, a partire dall’asilo nido. Qui  è possibile fare diagnosi precocissime, che consentono un precocissimo inizio della riabilitazione nel momento in cui massima è la plasticità  cerebrale. Al fine di dare un’educazione personalizzata che risponda alle esigenze peculiari  di ogni  alunno sono state presentate due esperienze,  già compiute con successo, di applicazione di test valutativi multidimensionali all’interno della scuola: il VB Map dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado e il  TTAP nella secondaria di secondo grado.

Degno di nota è  il fatto che queste esperienze sono state presentate non da psicologi, ma da personale della scuola, una dirigente e una docente, che hanno toccato con mano come migliora non solo l’apprendimento e il comportamento degli studenti, ma anche la soddisfazione degli insegnanti quando, sulla base di una valutazione puntuale, la scuola si pone obiettivi realistici e raggiungibili in tempi brevi. Alcuni relatori hanno messo il dito su una profonda piaga: lo scarso impegno riabilitativo dei professionisti nei confronti degli adulti con autismo. Per riempire questo vuoto proprio la scuola si è attivata per prima con l’iniziativa dei 300 giorni. Gli studenti con diagnosi di autismo degli ultimi anni della scuola superiore hanno utilizzato gli ultimi 300 giorni di scuola per apprendere ciò che serve maggiormente nella vita di tutti i giorni: autonomia nelle azioni elementari della quotidianità,  negli spostamenti nel proprio quartiere e nella   gestione del denaro, nei saluti alle persone che incontrano per  strada e soprattutto nella comunicazione.

Questo è un primo passo che però deve avere un seguito nei lunghi anni di vita in cui la grande risorsa della scuola viene a mancare. In questo periodo alla scuola dovrebbe seguire un lavoro, ma anche un permanente training alle abilità sociali, senza il quale si rischia di perdere ciò che si è faticosamente acquisito negli anni di scuola.

L’autismo che si diagnostica in età prescolare è in genere associato a disabilità intellettiva  di maggiore o minore entità. Una sfida del tutto particolare è data dall’autismo senza disabilità intellettiva, che si puo’ anche  accompagnare ad un ottimo rendimento scolastico. La presenza di goffaggine sociale estrema in un allievo  con normale rendimento scolastico è una sfida per educatori e terapeuti. Anche di questo si è parlato al convegno con la presentazione di un caso che è servito per  passare in rassegna le più moderne interpretazioni  del funzionamento peculiare della mente autistica.

Il convegno si è  concluso con un punto interrogativo: terapie biologiche: quando? All’Università di Bologna si è formato un gruppo multidisciplinare di ricerca biologica che ha  trovato  nei bambini con autismo delle peculiarità  biologiche interessanti, che potrebbero essere il punto di partenza per terapie biologiche. Questo  fa ancora parte del futuro, ma di un futuro che potrebbe essere non tanto lontano.

Video degli interventi dei relatori sinora pubblicati su YouTube:

  • Paola Visconti: “Una diagnosi precoce per un intervento precoce ed un trattamento educativo personalizzato”.
  • Graziella Roda: “Programmare la transizione all’età adulta”.
  • Noemi Cornacchia: “Dopo la scuola: il lavoro sinergico tra famiglie e servizi per evitare la caduta nel vuoto”.
  • Antonia Parmeggiani: “La mente autistica. Le risposte della ricerca scientifica al mistero dell’autismo”.
    Quando parliamo di spettro autistico non dobbiamo dimenticare quei tanti allievi che sono nelle classi senza insegnante di sostegno, a volte migliori degli altri in tante discipline, ma con disabilità sociali e con altre stranezze per le quali rischiano di essere rimproverati e puniti per una situazione che non è vizio ma disabilità invisibile e poco conosciuta. La relazione della Professoressa Antonia Parmeggiani al Duse si è aperta con la presentazione di un caso molto significativo. Dal particolare è poi andata al generale, presentando le più moderne teorie sulle peculiarità della mente autistica.
  • Angelo Fioritti: “Sanità pubblica e autismo: una sfida possibile?”.
    Al convegno del Duse si è cominciato con l’asilo nido per arrivare alla vita adulta. Di vita adulta hanno parlato: un medico, un’insegnante, un commercialista e un avvocato. Il medico è il Dottor Angelo Fioritti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Bologna. In quanto Direttore di un Dipartimento che non è legato ad una fascia di età particolare, come sarebbe un Servizio di NPI, il Direttore di tale Dipartimento ha il compito di fare un programma terapeutico per l’arco della vita e non solo per i primi 18 anni di individui che hanno un’aspettativa di vita pari a quella della popolazione generale. Lo schema che ha presentato è molto articolato per l’età evolutiva, dove pure è ampiamente perfettibile. Per l’età adulta lodevolmente è stato messo il capitolo “adulti”, che però è ancora vuoto. E’ un piccolo passo avanti che ha senso se presto tale  capitolo verrà riempito di contenuti.
  • Manuela Cocchi: “Educare alle autonomie, una priorità per gli ultimi 300 giorni di scuola”.
    La scuola, che per sua missione si deve dedicare all’età evolutiva, si proietta nell’età adulta con il progetto dei 300 giorni, di cui è terminata la sperimentazione e ora continua l’applicazione.  L’insegnante Manuela Cocchi è una delle insegnanti che ha partecipato al progetto e con grande soddisfazione ha detto che i 300 giorni per lei  continuano in quanto il suo studente, nato nell’anno dei 300 giorni (1996), è ancora a scuola e continua a fare progressi nel percorso di autonomia e di preparazione ad un possibile futuro lavoro. Lo abbiamo visto nell’orto mentre selezionava i pomodori maturi da quelli acerbi, lavoro che è stato preceduto da un’attività a tavolino finalizzata al riconoscimento dei colori e che potrebbe diventare un lavoro “vero” e utile.
  • Salvatore Tramontano: “La soluzione Trust per il durante e il dopo di noi”.
    Per completare il ciclo dedicato agli adulti il commercialista Dottor Giorgio Palmeri, Presidente della benemerita Fondazione Augusta Pini, e l’avvocato Salvatore Tramontano hanno discusso un tema molto sentito dai genitori: come far sì che il patrimonio famigliare, poco o tanto che sia, vada a vantaggio del figlio debole sia durante che dopo di noi. L’avvocato Tramontano ha presentato una formula poco nota nel nostro paese, ma utilizzata da tempo e con successo in altri paesi: il trust.