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Il Disturbo di spettro autistico ha ricevuto nell’ultimo decennio grande attenzione in tutto il mondo, in ambito medico e di ridefinizione categoriale, dal punto di vista scientifico e di ricerca, riabilitativo, educativo, sociale e, non ultimo, bioetico (doc. Comitato Nazionale di Bioetica 1 agosto 2013).

La complessità del disturbo è evidenziata anche da una doppia tendenza, alla quale attualmente si assiste, che da una parte tende a sottolineare la grande variabilità delle sindromi contenute all’interno dello spettro autistico, tanto che si è cominciato a parlare di “autismi”, e dall’altra (DSM 5) tende invece a riunire tutte queste varie sindromi sotto un’unica definizione, cioè quella di Disturbo di Spettro Autistico.

La presa in carico e la cura delle persone con autismo richiede comunque una differenziazione di trattamento a seconda della gravità del Disturbo Autistico, della presenza e della gravità eventuale del Ritardo Mentale e/o del Disturbo Linguistico che lo accompagnano nonché della presenza di altre patologie.

Un altro elemento di complessità sembra essere rappresentato dallo spazio peculiare in cui si pone il Disturbo, all’intersezione tra la salute mentale e la disabilità, che spesso rende complessa la sua presa in carico nell’età adulta, dove, almeno nel nostro paese, le figure che si occupano di salute mentale e di disabilità non sono coincidenti e dove è poco frequente una continuità di presa in carico tra età evolutiva ed età adulta.

La Regione Marche ha attivato dal 2002 (DGR n. 1891 del 29.10.2002) un progetto integrato di tipo socio-sanitario, che prevede una serie di servizi a favore della persona con disturbo autistico e della sua famiglia lungo tutto l’arco della vita.

In data 9 ottobre 2014 è la prima regione in Italia ad approvare una legge organica sull’autismo (L.R. 25/2014). La legge “ha la finalità principale di promuovere condizioni di benessere e di inclusione sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico. In particolare, attraverso una rete integrata di servizi, garantisce percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi e assistenziali per la presa in carico di minori e adulti con disturbi dello spettro autistico. Inoltre, persegue l’integrazione sociale, scolastica e lavorativa di tali soggetti, riconoscendo il ruolo determinante della famiglia quale parte attiva nella elaborazione e attuazione del progetto globale di vita”.

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Incrementare e diffondere le conoscenze dell’autismo attraverso convegni, seminari, forum, corsi, manifestazioni e quant’altro rivolti a educatori, insegnanti, medici, psicologi, pedagogisti, logopedisti, volontari, genitori e altri professionisti.

Creare, promuovere e gestire strutture qualificate e specifiche per la presa in carico delle persone autistiche nel rispetto delle soggettività di ciascun assistito e valorizzandone le possibilità comunicative ed umane.

Promuovere attività educative, ludiche, artistiche, musicali e culturali correlate allo scopo sociale e rivolte alle famiglie di minori e in situazioni di difficoltà.

Promuovere serate educative per adolescenti, attività di svago, incontri divulgativi di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado, parent-training, attività di consulenza per i collaboratori e fruitori, corsi informativi e formativi per affidatari, corsi formativi teorici e pratici per docenti e discenti di scuola di ogni grado, per centri e cooperative.

Curare con ogni mezzo possibile la diffusione dell’amore verso l’arte nelle sue varie manifestazioni, organizzare conferenze, simposi, concerti, allestire esposizioni artistiche.

Organizzare nel campo artistico e culturale mostre collettive e personali, partecipazioni a fiere d’arte, di pittura, scultura, grafica, arte digitale, fotografia, rassegne di incontri culturali di poesia e letteratura, corsi di formazione sulle arti visive.

Creare uno spazio espositivo, polo di incontro e aggregazione nella sede legale e operativa della stessa Fondazione.

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