Alternanza Scuola Lavoro

Come riportato nel sito www.aipd.it

Scheda n.508.

L’alternanza scuola-lavoro nella nuova legge 107/15

  • Riforma della scuola
  • Alternanza scuola-lavoroModuli, Modelli, Allegati

La nuova legge di riforma n° 107/15 all’art. 1 dal comma 33 al comma 44 introduce e regolamenta l’obbligo di alternanza scuola-lavoro da svolgersi per tutti gli alunni nell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado.

Dal comma 33 al 38 si parla di alternanza scuola-lavoro nelle scuole secondarie di secondo grado, da svolgersi anche in periodo estivo; verranno adattate anche a tali attività le norme sui diritti delle studentesse e degli studenti.

Dal comma 39 al 44 sono previsti finanziamenti ed un registro presso le Camere di commercio per le imprese che realizzeranno l’alternanza.

Più in particolare il D.Lgs 15/4/2005, n. 77 applicativo della l. 28/03/2003, n. 53(riforma Moratti) ha introdotto la normativa sull’alternanza scuola-lavoro. La nuova legge di riforma amplia questa possibilità rendendola obbligatoria per tutti gli alunni dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado nella misura di 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali nell’ambito del triennio. Queste si possono svolgere anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica e all’estero.

L’attività può essere svolta presso gli enti già previsti dal D.Lgs 15/4/2005, n. 77oltre a quelli previsti dal comma 34 della nuova legge di riforma:

“con gli ordini professionali, ovvero con i musei e gli altri istituti pubblici e privati operanti nei settori del patrimonio e delle attività culturali, artistiche e musicali, nonché con enti che svolgono attività afferenti al patrimonio ambientale o con enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.”

Il dirigente scolastico deve stipulare una convenzione con gli Enti disponibili che, se trattasi di imprese, devono essere iscritte in un apposito registro presso le Camere di Commercio (comma 41).

“Il dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, redige una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni”. (comma 40)

Il comma 38 prevede pure che, con apposito regolamento interministeriale, verrà ampliata la Carta dei diritti delle studentesse e degli studenti con riguardo alle attività dell’alternanza scuola-lavoro.

Il MIUR ha fornito indicazioni operative sull’alternanza scuola-lavoro con la Guida Operativa trasmessa alle scuole con lettera del Ministro Giannini in data 8/10/2015, dal momento che l’alternanza opera già da quest’anno a partire dalle terze classi delle scuole superiori.

Trattandosi di un corposo documento di oltre 90 pagine, si riporta di seguito l’indice dello stesso e dei suoi allegati, importantissimi in quanto concernenti tutta la modulistica necessaria per le convenzioni tra scuola e imprese e le certificazioni:

INDICE
1. Orientamenti europei e quadro normativo nazionale
2. Finalità dell’alternanza scuola lavoro
3. Raccordo tra scuola, territorio e mondo del lavoro
      a. Ricognizione dei fabbisogni formativi sul territorio: ruolo dei Poli tecnico professionali e degli Istituti Tecnici Superiori
      b. Forme di accordo scuola, territorio e mondo del lavoro
      c. Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro
      d. I protocolli d’Intesa
      e. Laboratori territoriali per l’occupabilità
      f. Altre esperienze territoriali: Bottega-scuola, Scuola-impresa e altre Buone pratiche
4. Progettazione didattica delle attività di alternanza scuola lavoro
      a. Ruolo del Comitato Tecnico scientifico (CTS) o del Comitato scientifico (CS)
      b. Coerenza con il Piano dell’Offerta Formativa dell’istituzione scolastica
      c. Tempi e metodi di progettazione
      d. Progettazione del curriculum integrato dell’alunno
      e. Percorso formativo personalizzato
5. Organizzazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro
6. Requisiti delle strutture ospitanti
7. Convenzioni
8. Funzione tutoriale
9. Impresa formativa simulata
10. Attività di alternanza con riferimento alla normativa sull’apprendistato
11. Salute e sicurezza degli studenti in alternanza scuola lavoro nelle strutture ospitanti
12. Valutazione e Certificazione delle competenze in alternanza scuola lavoro
      a. Valutazione degli apprendimenti
      b. I soggetti coinvolti e gli strumenti per la valutazione degli apprendimenti
      c. La certificazione come elemento di valorizzazione delle esperienze formative
      d. Trasversalità e rilevanza della certificazione
13. Valutazione delle attività di alternanza scuola lavoro in sede di scrutinio
14. Monitoraggio e valutazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro
15. Risorse finanziarie
      a. Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche – ex lege 400/97
      b. Fondo di cui all’articolo 1, comma 39, legge 107/2015
      c. Risorse del Fondo Sociale Europeo derivanti dal P.O.N “Per la Scuola”
16. Rendicontazione delle attività di alternanza scuola lavoro
 
ALLEGATI
Modulistica di riferimento:
a) fac-simile modello di presentazione progetto di alternanza scuola lavoro;
b) fac-simile patto formativo dello studente – modulo di adesione ai percorsi di alternanza scuola lavoro;
c) fac-simile convenzione tra istituzione scolastica e soggetto ospitante;
d) fac-simile valutazione dei rischi per l’attività di alternanza scuola lavoro;
e) esempio di scheda di valutazione studente a cura della struttura ospitante;
f) fac-simile scheda di valutazione del percorso di alternanza scuola lavoro da parte dello studente;
g) griglia delle attività dell’impresa formativa simulata;
h) fac-simile attestato di certificazione delle competenze;
i) link di riferimento alle “Buone pratiche” delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
 
Un impulso ulteriore all’alternanza scuola-lavoro viene offerto dal potenziamento degli ITS (Istituti Tecnici Superiori post-diploma) che fanno svolgere agli studenti ben 800 ore di esperienza in azienda (l. n° 107/15 art. 1 commi 45-55).
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OSSERVAZIONI
 
Si consiglia la lettura attenta della Guida Operativa specie per la parte relativa alle convenzioni tra scuola e imprese; alla formazione ed alla presenza dei tutorinterni alla scuola ed esterni, cioè delle imprese; alla valutazione dell’attività svolta dagli alunni che entra a far parte della valutazione finale di ogni anno scolastico e degli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione; alle imprese simulate; ai finanziamenti.
 
L’alternanza scuola-lavoro diviene così un aspetto strutturale della scuola superiore e costituisce la più grande innovazione nel secondo ciclo d’istruzione. Sarà necessario comunque che non si dimentichi che la scuola è un ambiente diverso dal lavoro, avendo a suo fondamento l’educazione, l’amore per l’insegnamento da parte dei docenti che debbono saper suscitare l’amore per l’apprendimento negli studenti (M. Recalcati “L’ora di lezione”). Non per nulla il documento distingue tra l’alternanza, che è pilotata fondamentalmente dalla scuola, e l’apprendistato, che è pilotato fondamentalmente dall’impresa.
 
Altro aspetto positivo della riforma è che l’alternanza per 200 ore nell’ultimo triennio riguarda anche i licei. Ciò dovrebbe facilitare e favorire la frequenza di alunni con disabilità anche in questo tipo di scuole secondarie di II grado, riducendo così il sovraffollamento di alunni con disabilità negli istituti professionali e tecnici.
 
Occorrerà comunque evitare alcuni rischi:
 
1. Alunni con disabilità: già nella esperienze passate degli stage formativi si è notata una notevole difficoltà da parte delle scuole e delle imprese ad accettare, sia pur per pochi giorni, la presenza di alunni con disabilità specie intellettiva o relazionale. Sarà quindi necessario chele scuole nel formulare le convenzioni e nella preparazione dei tutors interni pongano la massima attenzione alle modalità con cui gli alunni con disabilità dovranno obbligatoriamente partecipare all’alternanza. Bisognerà quindi evitare esoneri o l’assegnazione a questi alunni dell’esclusivo ricorso alla formulazione e gestione delle imprese simulate, pure previste.
 
2. per tutti gli alunni: dato il massiccio ricorso all’alternanza obbligatoria, non sarà facile trovare il numero di imprese disponibili ad accogliere l’ingente numero di alunni, specie nel sud. Bisognerà quindi evitare il rischio che in gran parte questa radicale innovazione si risolva nell’espediente di immaginare al computer imprese simulate.
 
3. Altro rischio da evitare è quello che le imprese, a fronte di un impegno tanto massiccio ad un livello quantitativo, si rifiutino di stipulare le convenzionifacendo fallire così l’innovazione introdotta. Probabilmente parte dei finanziamenti dovrebbe servire a fornire degli incentivi alle imprese accettanti in termini di sgravi contributivi e fiscali, nonchè per indennità ai tutor interni ed esterni, dato l’aumento delle loro responsabilità.
 
Comunque, specie per la parte relativa alle imprese virtuali, sarà importante l’apporto offerto dal PNSD (Piano Nazionale della Scuola Digitale) cui il MIUR dedica un corposo documento che la nuova legge di riforma tratta nell’art. 1 nei commi da 60 a 62 e per il quale è previsto un finanziamento di 1094,5 milioni di euro sino al 2020 tab. pag 129 del documento).
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Vedi anche la scheda normativa n° 202. L’alternanza scuola-lavoro nella scuola superiore

Pubblicato il 29/10/2015
Aggiornato il 9/11/2015Avvocato Salvatore Nocera
Responsabile dell’area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica
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